Husserl: il metodo fenomenologico

 IL METODO FNOMENOLOGICO DI HUSSERL

L’epoché fenomenologica:

Husserl elabora un metodo fenomenologico per risalire all’esperienza originaria da cui si costituisce il senso del mondo. Questo metodo si basa sull’epoché, cioè la sospensione del giudizio naturalistico (cioè della credenza nell’esistenza oggettiva del mondo così come ci appare), non per negare la realtà, ma per mettere tra parentesi le convinzioni abituali e osservare i fenomeni così come si danno alla coscienza.

La coscienza è considerata intenzionale, cioè sempre diretta verso un oggetto. È strutturata secondo una polarità: una componente soggettiva (noèsi, gli atti coscienziali) e una oggettiva (noèma, il contenuto intenzionale). La fenomenologia descrive questi vissuti intenzionali e le loro strutture essenziali.


Il processo di costituzione del senso delle cose:

I significati e i valori degli oggetti non sono dati in modo oggettivo e definitivo, ma si costituiscono nella relazione tra soggetto e oggetto, all’interno degli atti intenzionali.

Le cose esistono in quanto appaiono alla coscienza e il loro senso si forma gradualmente. Un esempio è il castello di Berlino: non è solo percepito, ma anche immaginato, desiderato, giudicato… A ogni atto intenzionale (noèsi) corrisponde un modo specifico in cui l’oggetto (noèma) si manifesta.


Il processo di costituzione del soggetto:

Anche il soggetto non è un dato statico, ma si costituisce nel rapporto con l’oggetto, tramite una sintesi progressiva e dinamica degli atti di coscienza.

Si parte da un Io puro (origine trascendentale degli atti intenzionali), che è presupposto nell’esperienza cosciente, fino all’io empirico (corporeo e psicologico), che vive esperienze nel tempo e nelle relazioni intersoggettive. Il soggetto, dunque, è parte integrante del processo di costituzione del significato.


La fenomenologia come scienza «eidetica»:

La fenomenologia non descrive solo fatti particolari, ma mira a cogliere le essenze delle esperienze (dal greco éidos, forma o struttura).

Con l’intuizione eidetica, la coscienza coglie ciò che rende una cosa quella cosa e non un’altra (ad esempio, il concetto di “suono” in generale, non un suono specifico), osservando ciò che permane invariato nelle variazioni immaginate (variazione eidetica). Questo vale anche per valori morali, estetici e personali.


Le evidenze originarie della realtà:

L’intuizione eidetica consente di cogliere verità universali e necessarie, che stanno alla base di ogni forma di sapere.

Queste evidenze non si ottengono per astrazione empirica, ma attraverso l’esperienza diretta e riflessa della coscienza. La fenomenologia così si propone come una rifondazione del sapere, riscoprendo il senso originario delle cose attraverso la soggettività trascendentale.


Il mondo della vita e il rapporto con gli altri:

Il «mondo della vita» (Lebenswelt) è la realtà vissuta quotidianamente, prima della concettualizzazione scientifica: fatta di emozioni, scopi, bisogni e relazioni concrete.

Husserl introduce questo concetto per contrastare la deriva astratta e oggettivante della scienza moderna. Il soggetto non è solipsistico, ma si costituisce anche nel corpo e nella relazione con gli altri (intersoggettività).

Il mondo della vita è quindi condiviso, costituisce la base pre-teorica dell’esperienza e il fondamento ultimo di validità di ogni conoscenza.

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